Hai davvero acquistato tutta la tua auto oppure solo una parte delle sue funzionalità?
È una domanda che sempre più automobilisti si pongono dopo l’introduzione delle Functions on Demand (FoD), il sistema che permette di attivare alcune funzionalità del veicolo tramite un abbonamento o un pagamento aggiuntivo.
Questa tecnologia, adottata da diversi costruttori automobilistici, rappresenta una delle trasformazioni più discusse del settore automotive.
Functions on Demand in pratica cosa sono?
Le Functions on Demand sono funzioni del veicolo già supportate dall’hardware installato in fabbrica, ma abilitate solo tramite software.
In pratica, quando acquisti l’auto alcuni componenti sono già presenti, ma rimangono inattivi finché il proprietario non decide di pagarne l’attivazione.
L’abilitazione avviene direttamente tramite l’app ufficiale del costruttore oppure attraverso il portale dedicato, senza la necessità di recarsi in officina.
Quali funzioni possono essere sbloccate?

A seconda del modello e della casa automobilistica, possono essere attivate:
- sedili riscaldati;
- volante riscaldato;
- climatizzazione avanzata;
- cruise control adattivo;
- assistenza alla guida;
- fari intelligenti;
- sistemi di navigazione premium;
- incrementi di potenza su alcuni veicoli elettrici.
In molti casi il cliente può scegliere tra:
- prova gratuita;
- abbonamento mensile;
- abbonamento annuale;
- acquisto definitivo della funzione.
Perché le case automobilistiche stanno adottando questo modello?
L’obiettivo principale è trasformare l’automobile in un prodotto sempre aggiornabile.
Grazie agli aggiornamenti OTA (Over-The-Air), le case automobilistiche possono introdurre nuove funzioni anche dopo la consegna del veicolo, offrendo maggiore flessibilità al cliente.
Dal punto di vista industriale, il vantaggio è evidente:
- nuovi ricavi anche dopo la vendita;
- maggiore personalizzazione dell’auto;
- aggiornamenti software continui;
- riduzione delle varianti produttive grazie all’installazione di un unico hardware.
Le critiche dei consumatori
Si tratta quindi di un modello che punta sulla massima personalizzazione dell’esperienza di guida. Nonostante i vantaggi tecnologici, il modello ha acceso un ampio dibattito.
La critica principale riguarda un punto preciso:
perché pagare un abbonamento per utilizzare un componente già presente nell’auto?
Molti automobilisti ritengono poco accettabile dover sostenere un costo ricorrente per funzioni che, di fatto, sono già state acquistate insieme al veicolo.
Proprio questa reazione del mercato ha spinto alcuni costruttori a rivedere alcune strategie commerciali legate agli abbonamenti.
Il futuro sarà davvero in abbonamento?
La domanda rimane aperta.
Da una parte i costruttori vedono nelle Functions on Demand un modello innovativo e sostenibile.
Dall’altra molti clienti continuano a preferire l’acquisto definitivo degli optional, senza costi ricorrenti.
Probabilmente il futuro sarà un compromesso tra le due soluzioni, lasciando agli automobilisti la libertà di scegliere se acquistare subito una funzione oppure attivarla solo quando serve.
Le Functions on Demand rappresentano uno dei segnali più evidenti della trasformazione digitale dell’automobile.
Oggi il valore di un veicolo non dipende più esclusivamente dal motore o dalla meccanica, ma sempre più dal software che lo gestisce.
Per questo motivo le auto di nuova generazione saranno sempre più simili a dispositivi connessi, capaci di ricevere aggiornamenti e nuove funzionalità durante tutto il loro ciclo di vita.
Per capire meglio il funzionamento, guarda questo esempio pratico nel video:
